Agosto 2008

a cura di Teresa Ducci

 

 

 

WATAMU

 

Watamu Ŕ la meta che abbiamo scelto per le nostre vacanze, per conoscere la parte costiera del Kenya.

A pochi chilometri da Malindi, sulla costa est africana, si estende sull'Oceano indiano questo piccolo villaggio.

Watamu significa" Gente Dolce". Un nome dato  dai trafficanti arabi che distribuivano alla gente del luogo caramelle e dolci per adescare schiavi. Un nome nato da un episodio di sfruttamento, ma che davvero rispecchia il carattere della gente del villaggio, sempre sorridente e  amichevole, pronta  ad accogliere i turisti con il loro cordiale "Benvenuto".

GiÓ durante il percorso dall'aeroporto di Mombasa a Watamu il profumo d'Africa assale le narici. Un odore inconfondibile, misto di terra rossa e vegetazione. Impossibile non rendersi conto di essere nella terra del sole forte. Ai lati della strada polverosa file di persone camminano a passo svelto. Molte donne hanno la testa carica di sacchi e ceste.

Watamu Ŕ un rinomato centro balneare con la spiaggia di sabbia bianchissima dalla quale si ergono palme di cocco. Al largo della costa si estende la riserva marina di Malindi.

La costa Ŕ divisa da promontori le cui rocce sono frastagliate ed incise dall'erosione del mare.

Durante la bassa marea, la baia di Watamu si trasforma in una lingua di sabbia che permette di raggiungere a piedi le isole di fronte la spiaggia dove Ŕ possibile scorgere una varietÓ di granchi, stelle marine e pesci gatto.

Alle spalle della spiaggia, accanto ai resort turistici, sorge il villaggio. Un insieme di case di pescatori fatte di fango con tetti spioventi di foglie di palma secche. Nelle strade di terra battuta i bambini corrono scalzi insieme alle capre che brucano la poca erba spontanea.