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Abbazia di Casamari a Veroli (Fr)

L'abbazia di Casamari, fondata da monaci benedettini intorno al 1035, passò, in seguito, ai monaci cistercensi.
Oggi ci accoglie con un grandioso portale, l'interno a tre navate, gli archi a sesto acuto e rosoni da cui penetra la luce. All'interno, un meraviglioso chiostro ci attende!

Marisa Galiani

 

 

 

 

 

 

 

 

   

Cripta del S. Sepolcro di Acquapendente (VT)

La cattedrale del S. Sepolcro è un'Abbazia Benedettina risalente all'anno 1000.  Il vero gioiello della cattedrale è la Cripta risalente al secolo IX, uno degli esempi più caratteristici ed importanti di cripte romaniche in Italia. Occupa lo spazio sottostante il transetto e l’abside della cattedrale. È suddivisa da 24 colonne  in nove piccole navate, coperte da volte a crociera. Dalle forme particolari dei capitelli e dalle proporzioni delle colonne rispetto alla volta, si ipotizza che la costruzione si sia protratta nel tempo, fino alla fine del secolo XI. Le decorazioni dei capitelli sono dominate da figure zoomorfe che si alternano con grandi varietà di soggetti e forme tra le quali uccelli, composizioni vegetali, teste di ariete. Sulle pareti sono ben visibili  affreschi del XIII-XV secolo.
Al centro della cripta, una doppia scalinata, scavata nella pietra, permette di raggiungere il sacello a forma di piramide rettangolare,  simile al S. Sepolcro di Gerusalemme, che racchiude un tabernacolo dove sono incastonate  le  pietre  che, secondo la tradizione, sarebbero state bagnate dal sangue di Cristo durante la Passione, come attesta una iscrizione latina posta nel muro davanti all’apertura del sacello.

Teresa Ducci

 

 

Monteriggioni
(PI)

Con la sua cinta splendida muraria a forma di corona pressoché intatta, il comune di Monteriggioni (SI) conserva il fascino e la suggestione che gli derivano dall’essere stato nel Medioevo uno dei luoghi più protetti e inespugnabili d’Italia. La sua posizione, sulle alture della campagna senese, gli consentì di rimanere un baluardo fondamentale per la difesa della repubblica durante tutto l’arco della sua esistenza, dal 1213, anno di costruzione del castello, al 1554, anno in cui cadde a causa di un tradimento.

Dante Alighieri ricorda i torrioni di Monteriggioni paragonandoli ai Giganti infernali (Inferno, XXXI, 40-45) e ancora oggi il comune è sede di celebrazioni estive tipiche nello scenario medievale. Una curiosità: l’effigie dell’Italia turrita reca sul capo proprio la cinta muraria di questo straordinario castello al centro della Toscana

Monteriggioni

Paola Lerza e Marisa Galiani

   

 

 

 

 

Certosa di Calci
Pisa

La Certosa di Pisa, popolarmente indicata come Certosa di Calci, è situata a margine del popoloso, omonimo borgo. Fondata nel 1366, sorge a circa 10 chilometri da Pisa, ed è situata in una valle di grande valenza paesaggistica, detta un tempo "Valle Graziosa", sovrastata dalle cime più alte del Monte Pisano e dall’inconfondibile Rocca della Verruca.
 La Certosa, soppressa a causa delle legge napoleoniche (1808), passò al demanio dello Stato, ma nonostante questo continuò ad ospitare l'ordine certosino, fino al 1972. Trecentesca nelle origini, rivela oggi un aspetto marcatamente barocco.
Al suo interno è stato sistemato il Museo di Storia Naturale e del Territorio.

Certosa

 

Marisa Galiani

   

San Galgano (SI)

Galgano Guidotti nacque nel 1148 a Chiusdino (Siena), un piccolo borgo che sorge su un altura non lontano dall'Abbazia. Come gli altri cavalieri del suo tempo si dedicò ad una vita allegra e spensierata; in seguito, preso da rimorso e insofferenza per l’esistenza  condotta, si ritirò a vita ascetica. Come segno di rinuncia ad ogni forma di violenza, conficcò la sua spada in una roccia che emergeva dal terreno.

Galgano morì il 3 dicembre 1182.

Dopo la sua morte venne eretta, sul luogo del suo eremo, la chiesetta detta La Rotonda o Cappella di Montesiepi.

Nel 1218 ebbe inizio la costruzione dell’Abbazia che fu consacrata nel 1288.

Abbazia di San Galgano

 

Lucia Bartoli

 

   

 

FERENTO (VT)

Antico insediamento etrusco, Ferento fu poi assorbita nel IV secolo a.C. dal territorio romano e sotto Augusto raggiunse il suo massimo splendore. Gli scavi, effettuati nel ‘900, hanno portato alla luce i resti della città, con le terme, il foro e vari edifici. Di particolare interesse è il magnifico teatro, molto ben conservato e sede tutt’oggi di spettacoli nella stagione estiva. La cavea, semicircolare, è circondata da 26 arcate scenografiche

ed è stata in gran parte ristrutturata; la scena, in laterizio, era decorata da statue raffiguranti le Muse, oggi conservate al museo Civico di Viterbo. Il luogo, in aperta campagna, è molto suggestivo e costituisce uno degli esempi più significativi di teatro romano fuori dalla capitale.

 

Paola Lerza

 

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ORVIETO - Chiesa di S. Domenico

La chiesa di San Domenico a Orvieto risale al XIII secolo, ma subì varie distruzioni e successive ricostruzioni nel tempo, tanto che quello che si può ammirare oggi è una commistione si stili architettonici. Consacrata secondo alcune fonti da Tommaso d’Aquino, essa presenta una facciata tipicamente medievale romanico-gotica con un bel portale sormontato da una bifora e da un rosone. L’interno, ristrutturato, è a navata unica con abside centrale e due navate più piccole disposte, in modo assai singolare, sul lato lungo. Vi si trova, degno di grande interesse, il monumento funebre del cardinale Guglielmo de Braye, realizzato da Arnolfo di Cambio nel 1285.
Sotto la tribuna si trova la rinascimentale Cappella Petrucci, particolare per l’accostamento di materiali diversi e per la policromia: il vano principale è a pianta ottagonale con pavimento in piastrelle di maiolica colorate; i timpani sono di basalto nero e le pareti di intonaco e mattoni.

Paola Lerza