Letteratura: il paesaggio tra cielo, terra e mare

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Poesie italiane e straniere dei secoli XIX e XX
 
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ALUNNI DELLA SCUOLA MEDIA DI I E II GRADO

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Musiche d'autunno (John Keats)
 
Dove sono i canti di primavera? Dove sono?
Non ci pensare: tu pure hai la tua musica
quando nubi dolci avvolgono il giorno
che muore e tingon di rosa le pianure di stoppie.
Allora s'alza il coro lamentoso dei moscerini
tra i salici del fiume, portati in alto
o abbassati col respiro e il silenzio del vento;
e gli agnelli belano forte sulla collina;
cantano nelle siepi i grilli; e il pettirosso
leva il canto acuto da un giardino;
e trillano nel cielo, raccogliendosi, le rondini.



Novembre (Giovanni Pascoli)

Gemmea l'aria, il sole così chiaro
che tu ricerchi gli albicocchi in fiore,
e del prunalbo l'odorino amaro
senti nel cuore...

Ma secco è il pruno, e le stecchite piante
di nere trame segnano il sereno,
e vuoto il cielo, e cavo al pié sonante
sembra il terreno.

Silenzio, intorno: solo, alle ventate,
odi lontano, da giardini ed orti,
di foglie un cader fragile. E' l'estate,
fredda, dei morti.


Tramonto D'Autunno (Gabriele D'Annunzio)

Pronto, su 'l mar natale
cui nasconde la luna,
ride il sole autunnale,
dolce come la luna.
S'ode il mare pe 'l lido
gemere, lento e grave.
S'ode talora il grido
fievole d'una nave
che faticosa in vano
lotta co 'l vento avverso,
o il richiamo lontano
d'un uccello disperso,
o l'improvviso tuono
d'un'onda più gagliarda.
Ride il sole, già prono,
e dolcemente guarda.

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Puoi leggere la poesia di Keats in originale qui (testo integrale):

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Completare con le parole mancanti
In tutti i testi presentati sono presenti sensazioni
che provengono dai suoni della natura:
Keats evoca i della primavera,
il dei moscerini,
il e il del vento,
il degli agnelli,
il dei grilli e dei pettirossi,
i delle rondini .

Pascoli definisce il piede del
sul terreno ,
e nel silenzio si percepisce il fragile delle dagli alberi.

Il mare nella poesia di D'Annunzio ,
la nave manda un ,
si sente il di un e il rumore del
  

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Le sensazioni uditive rilevate dall'esercizio precedente rimandano tutte a una sorta di "fatica del vivere", di tristezza o di stanchezza che subentrano con la stagione autunnale. Sapresti fare qualche riflessione in proposito, facendo riferimento anche ai testi letti?

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