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NARRATIVA CH-CO
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Autore: Sandra CISNEROS
Titolo: Fosso della Strillona
Edizione: La Nuova Frontiera
Anno: 2005 |
"Lucy Anguiano, ragazzina texana che odora di
granturco, come le patatine Frito Bandito, come le tortillas, tipo quel buon
odore di nixtamal o di pane, così odora la sua testa quando la china vicina
a te su una pupazza ritagliata oppure sotto la veranda quando stiamo
accovacciate sulle biglie…”
Così inizia il primo racconto di questa raccolta. Risveglio di olfatto e non
solo.
Le musiche, i suoni, i sapori della cultura chicana sono sempre in primo
piano. Quella cultura che si sviluppa sul confine tra il Messico e gli
States, ferita aperta lungo il Rio Bravo, Rio Grande. Cultura di immigrati
non integrati, cultura dalla doppia nazionalità, alla ricerca della propria
identità.
Cultura nutrita dalle donne.
Donne che parlano spanglish, sospese tra telenovelas e tradizione, sognando
nomi di speranza per i propri figli.
Donne che, attraversando quel confine, fuggono e tornano, da amori e verso
amori spesso dolorosi, raramente gioiosi.
Donne che lottano e donne rassegnate, in un caleidoscopio di colori, odori,
sapori e sentimenti, che ci accompagnano al ritmo di una sensualità tutta
femminile.
Storie di bambine, di ragazze, di donne mature. Frammenti, confidenze
sussurrate o cantate, vissute o ascoltate
Tutto quello che potrebbe essere drammatico viene apparentemente filtrato
dagli occhi delle protagoniste, dotate di una forte, solare, ironia, di una
visione fanciullesca esuberante e passionale, mai banale o riduttiva.
Quello che non si può filtrare è l’amarezza, la disillusione di chi vive il
ruolo femminile in maniera fortemente subalterna. “Ma quando il momento
arrivò e lui le diede uno schiaffo e poi un altro e poi un altro fino a che
il labbro non le si spaccò e produsse un’orchidea di sangue, lei non si
ribellò, non scoppiò a piangere, non scappò via…”
La forza delle donne, però, non si arrende e Lupe, la pittrice dell’ultimo
racconto, chiude così la sua storia d’amore “Perché è solo oggi, oggi.
Senza darsi pensiero del passato o del futuro. Oggi. Evviva, evviva!”
(Maria Cristina Rosa) |
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Autore: Harlan COBEN
Titolo: Svaniti nel nulla
Editore: Mondadori
Anno: 2003 |
La narrazione in prima persona mi ha sempre
affascinato.
Il romanzo, un thriller a dire il vero piuttosto macabro, ti trascina in un
susseguirsi di colpi di scena: personaggi che sembrano una persona e che si
rivelano poi tutt’altro, eventi che incalzano uno dietro l’altro senza che
si abbia il tempo di metabolizzarli appieno.
Tuttavia, passati i pochi giorni necessari alla sua lettura, Svaniti nel
nulla non ti lascia nulla; come velocemente si lascia leggere, con
altrettanta velocità si fa dimenticare.
Avrebbe potuto essere buona la trama, lodevole la fantasia dell’autore, se
non fosse incorso nell’errore di volerla condire troppo: troppe figure al
limite della normalità, troppa voglia di vendetta, troppa violenza…insomma,
troppo di tutto anche per una metropoli come la Grande Mela.
Un vero peccato. A volte, il voler strafare non porta lontano.
Data la quantità notevole di opere d’arte letterarie prodotte dal genere
umano, non è questo un libro che mi sentirei di consigliarvi. Ma
sicuramente, una volta iniziato “Svaniti nel nulla”, è difficile lasciarsi
allettare dalla tentazione di abbandonarne la lettura.
(Fanny Grespan) |
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Autore: Carlo LORENZINI,
detto COLLODI
Titolo:
Le avventure di Pinocchio
Editore: BUR
Anno: 1999
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Rileggendo la storia di Pinocchio come un
esempio per migliorarci, ci accorgiamo degli innumerevoli ostacoli, delle
prove da affrontare e della volontà necessaria per superare il nostro
egoismo e divenire più responsabili verso noi stessi e gli altri. In
effetti, il passaggio da “pezzo di legno” a ragazzo è un salto di qualità
nella consapevolezza di ognuno. Questo passaggio è reso possibile da due
fattori: l’amore e l’esperienza. L’amore è presente da subito nel pezzo di
legno che possiede un’anima, piange e si lamenta, cerca conforto e
compagnia, trovandoli in Mastro Geppetto, anche lui ammalato di solitudine,
ma ricco di fantasia ed umanità. Un amore altrettanto forte, ma forse meno
umano e più “rispettoso” è quello che lega Pinocchio alla Fata dai capelli
turchini, prima, per lui, sorella, poi madre… poiché il tempo non passa solo
per il burattino, che non cresce nonostante tutte le sue disavventure; la
Fata appare dolce ma nello stesso tempo autorevole, segue e guida il proprio
ragazzo da lontano, lasciando che sbagli e che comprenda i propri errori,
intervenendo solo quando è strettamente necessario. L’amore è presente anche
nei tanti personaggi “burberi” che Pinocchio riesce, con la propria
ingenuità e con l’innocenza del proprio animo, a commuovere: il cane
Alidoro, il Pescatore, Mangiafuoco, il ciuchino che invano cerca di
avvisarlo del pericolo cui sta andando incontro… Ad essi fanno riscontro i
personaggi realmente “negativi” come il Gatto e la Volpe, Melampo,
Lucignolo, l’omino di burro: ma tutti costoro sono necessari affinché
Pinocchio faccia le sue esperienze e capisca la differenza tra il bene ed il
male. Infine Pinocchio si salverà, perché in lui prevarrà la parte migliore:
la sua bontà d’animo. Pinocchio dimostrerà che, per amore, è pronto a
sacrificare se stesso…e sarà salvo: si sveglierà ragazzo. Così ognuno di
noi, nella propria vita, deve affrontare pericoli, tentazioni, esperienze
positive e negative attraverso le quali può e deve crescere, per diventare
responsabile e capace di aiutare se stesso e gli altri, con l’amore e la
fiducia. Pinocchio siamo noi. Se non ci arrenderemo davanti alle difficoltà,
se sapremo imparare dai nostri errori, se impareremo ad apprezzare il bene
ed a farlo anche quando ci risulta difficile… non saremo più burattini, ma
veri uomini e vere donne.
(Gabriella Nasi) |
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Autore: Mauro CORONA
Titolo: Il volo della martora
Editore: CDA &
VIVALDA
Anno: 1997 |
Mauro
Corona è nato ad Erto ed è un sopravvissuto della strage del Vajont.
Boscaiolo, alpinista, scultore in legno e infine scrittore, in questi
ventisei racconti narra storie di boschi, animali, montagne. Storie di
fatica, di fame, di confronto tra uomo e natura. Mestieri scomparsi, vite
disperse, come quella dell’intagliatrice di cucchiai che viaggia per tutta
la vita e infine si ritira al paese e non lo vuole lasciare nemmeno dopo il
disastro. Un mondo distrutto in soli quattro minuti il 9 ottobre 1963,
quando 270 milioni di metri cubi di terra si staccarono dal Toc e
provocarono un’onda che travolse case, boschi, vite umane, un mondo intero
comunque destinato a scomparire, ma il cui ricordo è ancora più favoloso
perché la scomparsa è stata improvvisa, una violenta frattura che ha
lacerato vite, legami e coscienze.
Mauro
Corona abita ancora a Erto, scala montagne e intaglia il legno. Ha
collaborato al film “Vajont”. Se vi capita di passare da quelle parti,
andate a conoscerlo, ne vale la pena.
(Daniela Borsato) |
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