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NARRATIVA LA-LL
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LM-LZ |
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L
Autore: Alexandra LAPIERRE
Titolo: Artemisia
Editore: Mondadori
Anno: 1999 |
Da
tempo vado inseguendo libri che parlano di donne: figure femminili della
storia, della letteratura, dell’arte, spesso famose, a volte quasi o del
tutto sconosciute.
Questo romanzo non mi ha delusa: vi si respirano la curiosità e la passione
con le quali, per anni, Alexandra Lapierre ha seguito le tracce, spesso
molto labili, della vita di Artemisia Gentileschi, pittrice. La incontriamo
bambina, nella bottega del padre Orazio, il suo maestro: il pennello in
mano, lo sguardo fiero, le forme già prepotenti. Ne seguiamo le passioni,
gli amori, i drammi: la morte della madre quando lei è ancora adolescente,
la violenza subita da un amico del padre e il successivo processo, che si
concluderà con la condanna dell’uomo, la morte di due figli. Su tutto, il
rapporto ambiguo, morboso, sofferto con il padre: di volta in volta complici
e rivali, fino alla fine si cercano e si respingono. Artemisia, la puttana,
la figlia ingrata, l’allieva che rischia di sottrargli la fama, la donna che
gli sfugge e lo intriga… Artemisia, ostinata e incrollabile, riuscirà a
spezzare quella catena e ad affermare la sua indipendenza di donna e
d’artista.
La ponderosa mole di documentazione storica che accompagna il romanzo non
appesantisce ma semmai dà spessore alla storia, che sulle orme della
pittrice ci fa rivivere il clima delle grandi corti secentesche italiane ed
europee.
(Monica Anelli) |
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Autore: Primo LEVI
Titolo: La
chiave a stella
Editore: Einaudi
Anno: 1978 |
"Amare il proprio lavoro costituisce la migliore
approssimazione concreta alla felicità sulla terra".
Questo è in un certo
senso un’opera prima; Levi aveva appena lasciato il lavoro di chimico, che
gli aveva salvato la vita nel lager e che aveva esercitato con grande
passione finché non si era deciso a fare della scrittura il suo mestiere.
Non è casuale che questo romanzo sia dedicato al lavoro, anzi alla passione
per il lavoro. Il protagonista, Faussone, ha lasciato il lavoro sicuro alla
catena di montaggio, ha rinunciato ad avere una famiglia e se n’è andato per
il mondo con la sua “chiave a stella”, a montare gru, ponti sospesi,
impianti petroliferi. Racconta le sue avventure con la curiosità e la
disponibilità di chi vuole conoscere e imparare, ma con l’orgoglio di chi
ama il lavoro ben fatto e ci mette l’anima. Il linguaggio di Faussone è un
divertente miscuglio di parole piemontesi, termini tecnici ed espressioni
gergali di tutto il mondo. È un libro ricco di allegria e di speranza: in
un’epoca storica in cui andava già di moda il rifiuto del lavoro, il
protagonista incarna l’uomo convinto che l’impegno, la competenza
professionale, la pazienza e la voglia di imparare, siano “la chiave a
stella” che raddrizza ogni bullone storto.
"Il piacere di veder
crescere la tua creatura, [...] che dopo finita la riguardi e pensi che
forse vivrà più a lungo di te, e forse servirà a qualcuno che tu non conosci
e che non ti conosce. Magari potrai tornare a guardarla da vecchio, e ti
sembra bella, e non importa poi tanto se sembra bella solo a te, e puoi dire
a te stesso 'forse un altro non ci sarebbe riuscito'".
(Daniela Borsato) |
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