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Autore: Giuseppe PONTIGGIA
Titolo: Nati due volte
Editore: Mondadori
Anno: 2000 |
“Questi bambini nascono due volte. Devono imparare a muoversi in un mondo
che la prima nascita ha reso più difficile. La seconda dipende da voi, da
quello che saprete dare. Sono nati due volte e il percorso sarà più
tormentato. Ma alla fine anche per voi sarà una rinascita.”
Di
fronte all’handicap non è più di moda l’atteggiamento pietistico di chi dice
“poverino”. Sembra molto più “politicamente corretto” il fare finta di
niente. Per negare una presunta “anormalità” si finisce per negare il
problema stesso e non saper rispondere ai bisogni del disabile. Solo chi è
dentro alla situazione non può permettersi questo ipocrita lusso. Il
protagonista di questo romanzo autobiografico è un padre che deve affrontare
medici incoscienti, operatori scolastici incapaci o indifferenti, gli
sguardi impietosi o troppo pietosi della gente. Nessuna concessione al
dramma: toni asciutti, talvolta indignati, spesso ironici o decisamente
comici. Paolo cresce faticosamente nella sua conquista dell’autonomia e
contemporaneamente cresce, anche lui con grande fatica, suo padre. Il premio
è Paolo che ad ogni nuovo traguardo esclama: Non te l’aspettavi, eh? Un
grido di trionfo e un rimprovero. Un
romanzo onesto e vero fino al cinismo, una scrittura essenziale, misurata,
efficacissima, che dà il meglio di sé nella descrizione di alcuni
personaggi: la madre del narratore, il direttore della scuola, i medici
incompetenti. "Quando Einstein, alla domanda del passaporto, risponde 'razza umana',
non ignora le differenze, le omette in un orizzonte più ampio, che le
include e le supera. È questo il paesaggio che si deve aprire: sia a chi fa
della differenza una discriminazione, sia a chi, per evitare una
discriminazione, nega la differenza."
(Daniela Borsato) |