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(la scena si
ambienta per la strada, dove sono presenti tanti cumuli di spazzatura;
lateralmente ci sono delle abitazioni: da una di esse esce Salvatore per
andare a scuola)
Mamma:
Salvatore, passando passando, me la butti la
munnezza?
Salvatore: Mamma, non te la posso buttare, se no la
maestra mi strilla!
Mamma: E che ci azzecca la maestra con la
munnezza?
Salvatore: Mamma, ma allora io con te parlo per senza niente.
Mamma: Salvatore non fare lo scostumato.
Salvatore: Mamma, non voglio essere scostumato, ma tu perchè non mi
ascolti?
Mamma: Ma perché, hai parlato?
Salvatore: Mamma, ma perchè non mi hai sentito?
Mamma: Quando?... che mi hai detto?... io non mi ricordo…con tutte le
cose che tengo da pensare!
Salvatore: Ti ricordi ieri sera, mentre facevo i compiti…
Mamma: E tu mi vuoi far ricordare quello che mi hai detto ieri sera? Salvatò… io non mi ricordo nemmeno quello che ho mangiato
stamattina… vai a scuola và…
(Salvatore si avvia malvolentieri con il sacchetto della spazzatura in
mano e lo zaino sulle spalle)
Mamma
(ad alta voce per richiamarlo): … ma insomma che mi avresti detto,
ieri sera?
Salvatore: Mamma, la maestra ha detto che la spazzatura si deve buttare
la sera.
Mamma: Salvatore, buttami la munnezza e non mi far ridere, la maestra
tene la capa fresca, qua ci abballano le cerevelle, e poi cu tante
sacchette che ci stanno là fuori, vuoi vedere che dà fastidio proprio la
mia?... una in più, una in meno non fa niente, perciò butta la
“sacchetta” e vavattenne (vattene) a scola.
(Salvatore obbedisce a
malincuore e appoggia il suo sacchetto sul mucchio;
Alessandro che è un compagno di scuola di Salvatore, nota il
comportamento sbagliato)
Alessandro: Salvatore, ma che fai? non sei stato attento ieri nell’ora
del progetto sulla Legalità?
Salvatore: Io sono stato attento, ma è mamma che non vuole capire! |






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