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segnalibro
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NARRATIVA
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K
Autore: Stephen KING
Titolo: Colorado Kid
Editore: Sperling & Kupfer
Anno: 2005 |
King in questa nuova opera si confronta con un genere
letterario diverso, e scrive un “mistery” di grande finezza psicologica, con
una trama scarna e pochi efficaci personaggi. Colorado Kid, infatti, è un
romanzo che trascina il lettore dentro a una storia misteriosa, senza fine e
senza soluzione.
Stephanie McCann, una giornalista, sta facendo uno stage presso il minuscolo
giornale di un'isoletta del Maine, dove si occupa della vita quotidiana del
luogo. Un pomeriggio i due anziani proprietari della testata locale le
raccontano un vecchio caso di cronaca: il mistero del paese che da
venticinque anni non conosce soluzione e che da allora li assilla.
Volete trovare voi una risposta?
(Alida Fonnesu) |
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Autore: Stephen KING
Titolo: Gli occhi del drago
Editore: Sperling & Kupfer
Anno: 1987 |
In questo romanzo il «re dell'horror» ha creato una storia in puro stile fantasy, ambientata in tempi
antichissimi tra eroi, maghi, principi e stregoni. La storia si svolge nel
fantasioso regno di Delain, dove un anziano re, Roland, vicino alla morte, è
sicuro di poter avere come erede l'intelligente e glorioso figlio Peter.
Ma il malvagio mago di corte, Flag, avvelena il vecchio re, accusa Peter di
averlo ucciso e mette le mani sul piccolo fratellino del principe, molto più
debole e geloso del fratello.
Il libro è stato scritto da King per la
figlia Naomi.
L’attenzione del lettore è solleticata
con diverse tecniche interessanti: ogni capitolo rimanda ad altri capitoli
e i rimandi e le anticipazioni sono ripresi per tenere il fiato del
lettore in sospeso .
A me è piaciuto: King mi ha stupito piacevolmente.
(Alida Fonnesu) |
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Autore: Stephen KING
Titolo: Insomnia
Editore: Mondadori
Anno: 2004 |
Derry è un posto come tanti ma è speciale per i lettori
di King. Infatti, un giorno, il protagonista, Ralph, comincia a sentire dei
ticchettii in testa, dentro la testa. Un ticchettio continuo che lo
accompagna in ogni momento della giornata; penetrante, martellante,
continuo, costante, gli mostrerà le stranezze del luogo in cui vive. Ralph è
sposato con una donna che morirà di cancro al cervello e ha degli amici che
non capiscono il suo disagio e il perché del suo continuo camminare... ma
Ralph ha anche un altro grande nemico: l'insonnia.
La sua vita s'intreccia e si avvinghia con quella di Helen, di suo marito Ed
e degli altri vecchi di Derry.
È difficile riassumere una storia cosi piena di episodi e avventura: bisogna
leggere il libro. A me ricorda la quest, la ricerca della fonte miracolosa
di certe fiabe russe. L'eroe deve perseguire l'Intento e la sua vita non può
prescinderne. Ralph e la sua amica Lois non troveranno nessuna fonte
miracolosa ma saranno capaci di ridare a Derry la sua serenità.
(Alida Fonnesu) |
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Autore: Stephen KING
Titolo:
Quattro dopo
mezzanotte: I Langolieri
Editore: Sperling & Kupfer
Anno: 1991 |
Un affascinante lungo racconto di
fantascienza, attraversato da una suspence continua.
Chi sono i Langolieri?
Un aereo in volo da Los Angeles a Boston
viene risucchiato in “un buco del tempo”. Brian Engle, uno dei passeggeri,
appena sveglio si accorge che i passeggeri sono tutti spariti tranne nove, e
che, al loro posto, sono rimasti gli oggetti personali; dopo una serie di
peripezie l’aereo atterra ed essi sbarcano in un luogo senza vita, senza
odore e senza sapore. L’atmosfera di questo mondo fa paura: il rumore e il
tempo che scorre in maniera anomala e i loro effetti sulle persone
catturano l’attenzione del lettore. Riusciranno i nostri
eroi a tornare alla realtà?
(Alida Fonnesu) |
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Autore: Heinz G. KONSALIK
Titolo: Il volto donato
Editore: Accademia
Anno: 1973 |
Siamo all’inizio della seconda guerra mondiale:
Bernegg è una piccola città franca dominata da un antico castello barocco
che viene adibito ad ospedale per i feriti più gravi, quelli che hanno
subito, soprattutto, tremende mutilazioni. Un’intera ala di questo ospedale
è destinata a coloro che, in particolare, hanno subito orribili devastazioni
del viso. C’è chi ha perso “solo” il naso, una guancia, un orecchio… ma c’è
anche chi al posto della faccia ha solo una mostruosa maschera spettrale e
repellente. Numerose équipes di chirurghi specializzati fanno del loro
meglio per “rifare” i volti distrutti, restituendo, come possibile, una
identità ai feriti.
Ma le ferite dell’anima di costoro sono le più difficili da guarire. Si
intrecciano personaggi e storie… ciascuno di quegli uomini ha una vita
intima, una sua sfera affettiva: mogli, fidanzate, i propri sogni, storie di
umana fragilità, di umana debolezza di fronte ad un dolore che, a volte,
tende a sopraffare chi ne è colpito, spingendolo a fuggire o a cedere.
Storie di amara rassegnazione, ma anche storie di amore purissimo, di
amicizia preziosa ed umana solidarietà.
La guerra, di per sé, crea piaghe dure a guarire. Questi uomini ed i medici
che li curano sono ancor più messi a dura prova in una sequenza di
situazioni e di emergenze dei corpi
e delle anime, senza soluzione di continuità.
Anche in questo caso, magistralmente, l’autore riesce a delineare i tratti
del dramma tremendo che colpisce costoro, descrivendone emozioni e
sentimenti in modo appassionato e coinvolgente. Alcune descrizioni delle
mutilazioni sono molto crude e possono impressionare il lettore:
contribuiscono, però, a permeare tutta la vicenda, di profonda “pietas” e
commozione.
(Mirella de Nucci) |
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Autore: Heinz G. KONSALIK
Titolo: Un uomo come un uragano
Editore: Accademia
Anno: 1978 |
Questa è una di quelle storie che si
fanno letteralmente divorare. Un vero e proprio giallo psicologico.
Il protagonista, Bob Barreis, è l’erede di un enorme patrimonio. Allevato da
una madre vedova, soffocante ed iperprotettiva e da uno zio tutore, ha un
unico, vero amico, Hellmut Hansen, un ragazzo serio ed equilibrato che gli
salva la vita e, nonostante le sue umili origini, viene ammesso, unico, a
frequentare la casa dei Barreis per sorvegliare e proteggere l’amico
sfrenato. Perché Bob Barreis è un giovane viziato e spregiudicato, animato,
inoltre, da un innato sadismo. Egli è “un uomo come un uragano”, attratto
dalle esperienze più forti e proibite, sprezzante della vita propria ed
altrui. Un uomo disperato e fortemente nevrotico, frutto di una famiglia e
di una società sbagliate.
La lettura del romanzo attrae e sconvolge fin dalle prime righe, catturando
l’attenzione del lettore sulla figura del protagonista, in un clima
crescente di tensione. Bob non ha limiti e le sue perversioni e deviazioni
sono, per molti aspetti, in sintonia con i guasti della nostra odierna
società.
Scritto in modo fluente e coinvolgente, questo romanzo colpisce per la sua
modernità, pur essendo stato scritto sul finire degli anni cinquanta.
Raro da trovare. Reperito in un mercatino di remainders. Reperibile, si
ritiene, solo su ordinazione. (Mirella de Nucci) |
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Autore: Agota KRISTOF
Titolo: Ieri
Editore: Einaudi
Anno: 2002 |
Penso di non essere la persona più adatta a raccontarvi
la storia di Tobias. Io, sua madre, la puttana del villaggio, quella che gli
ha rovinato la vita, quella di cui si è sempre vergognato, quella che lo ha
costretto a fuggire, quella che gli ha impedito di… Lui, in fondo, mi ha
dimenticato. Il suo sogno è Line, dai banchi di scuola a… ieri. Line, arida e
rassegnata. Tobias, ossessionato e smarrito. In realtà sono desolatamente
soli. Eternamente stranieri. La loro solitudine è sterile come erba secca.
La nostalgia non basta a dare un senso al loro stare insieme. Se quella
notte Tobias non mi avesse visto… se non avesse saputo… Forse non sarebbe
cambiato nulla, forse sarebbe partito lo stesso, “da questo villaggio senza
nome, in un paese senza importanza”. Sarebbe ugualmente arrivato in una
città grigia e opprimente. E, straniero, avrebbe continuato a cercare una
traccia per ricostruirsi una memoria. A quelli come lui, però, la memoria
non serve. Tutto questo ieri… E ieri era nudo, gelido, spietato, eppure è
”tutto quello che rimane”. Ed io, la ladra, la mendicante, la prostituta, so
queste cose ed altre, anche se il mio ricordo si è smarrito in questo paese
senza importanza.
(Maria Cristina Rosa) |
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