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“La Donna nasce libera e ha gli stessi diritti dell'uomo. Le distinzioni sociali non possono essere fondate che sull'interesse comune”. Con queste parole inizia la “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791), un documento dirompente, da molti ritenuto il primo manifesto del femminismo e l’opera più conosciuta di Olympe de Gouges, cittadina francese, giornalista, autrice di testi teatrali, rivoluzionaria prima e repubblicana poi, vissuta e morta per un sogno, quello della libertà e dell’uguaglianza fra i sessi.
Il 3 novembre del 1793, in una Parigi sconvolta dal Terrore, Olympe è ghigliottinata per “(…) aver dimenticato le virtù che convengono al suo sesso ed essersi immischiata nelle cose della Repubblica”
Maria Rosa Cutrufelli ricostruisce i suoi ultimi mesi di vita in questo romanzo dove la realtà storica rigorosamente documentata si intreccia con la finzione romanzesca: il ritratto di Olympe è un mosaico che si compone poco a poco attraverso i racconti di una serie di personaggi, tutti femminili, le cui vite si sono, anche se solo per qualche istante, intrecciate con la sua. Nelle parole della giovane nuora, della vecchia fedele cameriera, della giovane giacobina che l'ha tradita e denunciata, delle compagne di cella e di altre voci minori, la figura di questa donna si compone e si impone in tutta la sua complessità e modernità.

(Monica Anelli)

 

                                                      

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